Il blog dei ragazzi della della Scuola Secondaria di Primo Grado di Torreglia dove posteremo le loro attività: arte, letteratura, poesia, inglese......
domenica 8 novembre 2015
BIENNALE D'ARTE CONTEMPORANEA
....per prepararci alla visita....
BIENNALE D'ARTE CONTEMPORANEA
La prima Esposizione viene inaugurata il 30 aprile 1895.
136 artisti dei quali 88 presenti per la prima volta, provenienti 53 paesi, e molti da varie aree geografiche che ci ostiniamo a chiamare periferiche. Delle opere esposte, 159 sono nuovi lavori.
ALL THE WORLD'S FUTURES
…...Oggi il mondo ci appare attraversato da gravi fratture e lacerazioni, da forti asimmetrie e da incertezze sulle prospettive. Nonostante i colossali progressi nelle conoscenze e nelle tecnologie viviamo una sorta di “age of anxiety”. E la Biennale torna a osservare il rapporto tra l'arte e lo sviluppo della realtà umana, sociale, politica, nell'incalzare delle forze e dei fenomeni esterni.
Si vuol quindi indagare in che modo le tensioni del mondo esterno sollecitano le sensibilità, le energie vitali ed espressive degli artisti, i loro desideri, i loro moti dell'animo (il loro inner song)...........
….Le fratture che oggi ci circondano e che abbondano in ogni angolo del panorama mondiale rievocano le macerie evanescenti di precedenti catastrofi . Come fare per afferrare appieno l’inquietudine del nostro tempo, renderla comprensibile, esaminarla e articolarla? I cambiamenti radicali verificatisi nel corso degli ultimi due secoli - dalla modernità industriale a quella post-industriale, dalla modernità tecnologica a quella digitale, dalla migrazione di massa alla mobilità di massa, i disastri ambientali e le guerre genocide, dalla modernità alla post-modernità, il caos e la promessa - hanno prodotto nuovi e affascinanti spunti per artisti, scrittori, cineasti, performer, compositori, musicisti, ecc.
TEMI DELLA BIENNALE
Descrivere l'attuale stato delle cose viste dagli artisti di tutto il mondo
Descrivere cosa c'è dietro all'apparenza delle cose
Evocare i fenomeni anche drammatici che caratterizzano il tempo presente guardando al passato
Il giardino del disordine la struttura di disordine che caratterizza la geopolitica, l’ambiente e l’economia a livello globale
Il capitale è il grande dramma della nostra epoca( Lo sfruttamento della natura attraverso la sua mercificazione sottoforma di risorse naturali, il crescente sistema di disparità
mercoledì 4 novembre 2015
Uscita didattica del 13 novembre. La visita al Ghetto
IL GHETTO DI VENEZIA
STORIA DEL GHETTO
La presenza degli ebrei nel territorio che sarebbe divenuto della Repubblica Veneta viene documentata sin dai primi secoli dell'era volgare. A Venezia, grande centro di scambi fra l'oriente e l'occidente, gli ebrei giunsero, secondo la tradizione, verso gli inizi del secolo XI°.
A poco a poco, nonostante l'alternarsi di permessi e divieti di soggiorno in città, gli ebrei divennero a Venezia un nucleo considerevole.
Avvertendo la necessità di organizzare la presenza ebraica in Venezia, il governo della Repubblica, con decreto del 29 marzo 1516, stabilì che questi dovessero abitare tutti in una sola zona della città, nell'area dove anticamente erano situate le fonderie, "geti" in veneziano; inoltre stabilì che dovessero portare un segno di identificazione e li obbligò a gestire banchi di pegno a tassi stabiliti dalla Serenissima, nonché a sottostare a molte altre gravose regole, per avere in cambio libertà di culto e protezione in caso di guerra.
I primi ebrei a uniformarsi al decreto provenivano dall'Europa Centrorientale, e fu proprio a causa della loro pronuncia (secondo una non documentata tradizione lagunare) che il termine veneziano "geto" venne storpiato in "gheto" originando il termine che oggi viene usato per indicare diversi luoghi di emarginazione. Il "Gheto" veniva chiuso durante la notte, mentre custodi cristiani percorrevano in barca i canali circostanti per impedire eventuali sortite notturne: nacque così il primo vero ghetto d'Europa.
Le sinagoghe, o "Scole", del ghetto veneziano vennero fatte costruire, tra la prima metà del 1500 e la metà del 1600 dai vari gruppi etnici: sorsero così le Scole ashkenazite Tedesca e Canton, la Scola Italiana, le Scole sefardite Levantina e Spagnola. Rimaste intatte nel tempo, malgrado alcuni interventi posteriori, queste sinagoghe testimoniano il valore del ghetto di Venezia, le cui altissime case, divise in piani più bassi della norma, dimostrano quanto fosse aumentata attraverso gli anni la densità della popolazione.
Nel 1797, dopo la caduta della Serenissima, Napoleone decretò la fine della segregazione e l'equiparazione degli ebrei agli altri cittadini; tale disposizione divenne definitiva con l'annessione di Venezia al Regno d'Italia.
Il 1938, anno di promulgazione delle leggi razziali fasciste, vide gli ebrei privati dei diritti civili e l'inizio delle persecuzioni nazi-fasciste che a Venezia portò alla deportazione di 246 ebrei veneziani: di questi solo 8 fecero ritorno dai campi di sterminio.
Quello che fu il primo ghetto d'Europa è oggi un vivo e frequentato rione della città dove permangono tuttora le istituzioni religiose e amministrative ebraiche e cinque sinagoghe.
martedì 29 settembre 2015
venerdì 11 settembre 2015
Harper Lee, Il
buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Editore: Feltrinelli (Milano 2013)
Temi: il pregiudizio, la discriminazione razziale, la giustizia, la dignità dell’uomo, il coraggio
Destinazione: Scuola secondaria di primo grado, secondo e terzo anno
In una cittadina dell’Alabama l’onesto avvocato Atticus Finch è difensore
d’ufficio di un giovane di colore ingiustamente accusato di violenza carnale;
riesce a dimostrarne l’innocenza in tribunale, ma non a proteggerlo dalla
condanna inappellabile del pregiudizio e dell’odio razziale. La storia è
ambientata negli anni trenta del Novecento. L’autrice l’aveva intitolata To
Kill a Mockingbird, “uccidere un usignolo”. Un usignolo è innocuo, non si
ciba di granaglie, ma di larve e insetti, non disturba i contadini. Il suo,
però, è un canto diverso da quello degli altri uccelli, così insinuante e dolce
da suonare inquietante: la diversità di cui si parla nel romanzo non è soltanto
quella stigmatizzata nella vicenda principale, ma è ogni voce che si alzi fuori
dal coro. A cominciare da quella di Scout, il narratore della vicenda. Scout è
la figlia minore di Finch e ha nove anni: insieme al fratello Jem e all’amico
Dill, è testimone di fatti violenti e li restituisce al lettore con l’ingenua
ironia di un linguaggio schietto e lieve, che scandalizza le signore di Mycomb
e tutti i benpensanti del paese. Oltre la siepe che protegge il conformismo dei
cittadini perbene, infatti, c’è il buio di tutto ciò che si conosce poco,
nonostante la contiguità materiale: il misterioso vicino dei Finch, per
esempio, Boo Radley, l’uomo che vive nascosto da quindici anni, per gli stessi
giovani protagonisti è oggetto di attrazione e di spavento.
Il romanzo di Harper Lee (pubblicato nel 1960) non è soltanto una storia
sul e contro il razzismo, anche se il recente invito alla lettura da parte del
presidente Barack Obama l’ha riproposta in tal senso. «Quasi tutti sono
simpatici, Scout, quando finalmente si riesce a capirli», dice all’ultima
pagina l’avvocato Finch, alla sua bambina. L’autrice, amica di
Truman Capote e da lui incoraggiata a trasformare in racconto i suoi ricordi
d’infanzia, ci parla dunque di dignità umana, di quello che ci rende tutti
ugualmente meritevoli di compassione.
Il buio oltre la siepe può essere il classico da cui
partire per incontrare altri bambini e ragazzi coraggiosi come Scout e Jem:
protagonisti di storie che suggeriscono la riflessione su tutto ciò che è
umano, sul valore e il rispetto dell’altro, sulla ricchezza che il dialogo tra
culture diverse offre alla nostra identità.
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