Per lezione di letteratura di martedì 22 marzo, è previsto il commento alla poesia "A mia moglie" di Umberto Saba.
Ricordo a tutti gli studenti che il commento va costruito seguendo la traccia fornita contenuta nella scheda "Analisi del testo poetico".
IL COMMENTO
a. Presentare l’autore (cenni biografici: luogo e data di nascita e di morte e alcuni aspetti soprattutto quelli relativi alla poesia trattata), il periodo storico, la corrente letteraria di appartenenza.
b. Spiegare il titolo.
c. Presentare l’argomento e il tema.
d. Fare osservazioni su linguaggio e stile (termini utilizzati...espressioni ecc.).
e. Esprimere il proprio parere motivandolo.
A questo proposito torno nuovamente ad allegare i documento di riferimento per chi avesse difficoltà a trovarlo.
Commenti costruiti diversamente da quanto indicato dovranno essere rifatti.
"A mia moglie" di Umberto Saba
https://drive.google.com/file/d/0BynV1P6_jzpdcHBveTlONGUzWk0/view?usp=sharing
Scheda di analisi del testo poetico
https://drive.google.com/file/d/0BynV1P6_jzpdRW9HeHhjbHhrcGM/view?usp=sharing
Il blog dei ragazzi della della Scuola Secondaria di Primo Grado di Torreglia dove posteremo le loro attività: arte, letteratura, poesia, inglese......
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martedì 15 marzo 2016
giovedì 10 marzo 2016
AMAI-UMBERTO SABA
Amai
Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo .
Amai la verità che giace al fondo ,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l’abbandona.
Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.
Parafrasi puntuale
Amai parole frammentate che nessuno
osava dire...
mi piaceva molto la rima fiore e amore che è quella più vecchia e più difficile.
Amai la verità che era in fondo a queste parole come un sogno ormai perso, che il dolore riscopre amica.
Con paura il cuore le fa da compagno, il dolore si accosta e più non ti abbandona
amo te che mi ascolti e amo la carta vincente che uno lascia alla fine del gioco!
Amai
Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo .
Amai la verità che giace al fondo ,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l’abbandona.
Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.
Analisi metrica
La poesia è composta di 3 strofe, due quartine e una distico. I versi sono tutti endecasillabi (9), tranne il terzo che è un trisillabo, così che il poeta evidenzia la parola amore, tema ricorrente nella poesia. Le rime tranne nel primo e nell'ultimo verso, sono baciate. La poesia è caratterizzata da un ritmo lento e solenne.
Schema della rima
X
A-A
B-B
A-A
C-C
y
Analisi tematica
La poesia ruota intorno ai due campi semantici “amore” e “verità”. Il componimento poetico è una sorta di “testamento spirituale”, in cui il poeta parla del suo amore per la poesia semplice. Infatti Saba viveva in un’epoca di grandi trasformazioni di tecniche riguardanti la poesia. Il poeta, al contrario dei suoi contemporanei, invece ama la poesia semplice e diretta, di più facile significato. In questa poesia si riscopre anche la rima più semplice e abusata, fiore-amore, che diventa però una rima significativa e difficile. La seconda strofa è incentrata sulla “verità” considerata da Umberto Saba l’elemento più importante che spesse volte viene però celato da un velo di finzione. Questa è difficile e dolorosa da raggiungere ma quando la si scopre difficilmente la si abbandona.
L’ultima strofa riguarda il rapporto tra il lettore e il poeta. L’autore ammira la persona che si appresta a leggere i suoi componimenti, perché quest’ultima cerca di capire i sentimenti e le emozioni che hanno spinto il poeta a scrivere quei brani. Inoltre il poeta accenna ad una “buona carta lasciata al fine del suo gioco.
mi piaceva molto la rima fiore e amore che è quella più vecchia e più difficile.
Amai la verità che era in fondo a queste parole come un sogno ormai perso, che il dolore riscopre amica.
Con paura il cuore le fa da compagno, il dolore si accosta e più non ti abbandona
amo te che mi ascolti e amo la carta vincente che uno lascia alla fine del gioco!
Amai
Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo .
Amai la verità che giace al fondo ,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l’abbandona.
Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.
Analisi metrica
La poesia è composta di 3 strofe, due quartine e una distico. I versi sono tutti endecasillabi (9), tranne il terzo che è un trisillabo, così che il poeta evidenzia la parola amore, tema ricorrente nella poesia. Le rime tranne nel primo e nell'ultimo verso, sono baciate. La poesia è caratterizzata da un ritmo lento e solenne.
Schema della rima
X
A-A
B-B
A-A
C-C
y
Analisi tematica
La poesia ruota intorno ai due campi semantici “amore” e “verità”. Il componimento poetico è una sorta di “testamento spirituale”, in cui il poeta parla del suo amore per la poesia semplice. Infatti Saba viveva in un’epoca di grandi trasformazioni di tecniche riguardanti la poesia. Il poeta, al contrario dei suoi contemporanei, invece ama la poesia semplice e diretta, di più facile significato. In questa poesia si riscopre anche la rima più semplice e abusata, fiore-amore, che diventa però una rima significativa e difficile. La seconda strofa è incentrata sulla “verità” considerata da Umberto Saba l’elemento più importante che spesse volte viene però celato da un velo di finzione. Questa è difficile e dolorosa da raggiungere ma quando la si scopre difficilmente la si abbandona.
L’ultima strofa riguarda il rapporto tra il lettore e il poeta. L’autore ammira la persona che si appresta a leggere i suoi componimenti, perché quest’ultima cerca di capire i sentimenti e le emozioni che hanno spinto il poeta a scrivere quei brani. Inoltre il poeta accenna ad una “buona carta lasciata al fine del suo gioco.
Saba fin dall’inizio della sua vita
poetica, esprime l’idea di una nuova poesia, lontanissima da quella delle
tendenze dominanti del suo tempo: non approvava l’estetismo dannunziano, il
modernismo dei futuristi ed anche i crepuscolari, a cui erroneamente talvolta
viene accostato. Il suo modello di poesia era una «poesia onesta», la poesia
autentica, in grado di scavare in fondo l’animo, superando le ambiguità, le
doppiezze, le ipocrisie dell’apparenza per arrivare direttamente al cuore delle
cose e dei sentimenti, al loro essere reale.
C’è anche un’orgogliosa affermazione di anticonformismo, per il coraggio di aver compiuto una scelta non tentata da altri e per essere riuscito originale nel suo difficile tentativo. La strofa centrale si riferisce ai contenuti essenziali della poesia, alla ricerca di una verità nascosta, che occorre scoprire al di sotto delle apparenze superficiali, con uno sforzo di sincerità e di chiarificazione che comporta spesso dolore e paura.
Il discorso riguarda il cuore ed esprime un impegno soprattutto morale, in quanto il dolore rende amica anche la verità più dura; per Saba non c’é amore senza dolore, tanto che il "doloroso amore" costituisce l’essenza della vita. Ma la vita è anche una fonte insostituibile di gioia e di consolazione, come risulta dai due versi conclusivi, che si riferiscono direttamente al lettore ("Amo te che mi ascolti"), per renderlo partecipe di un’esperienza che resta comunque preziosa.
Il poeta è ferito dalla banalità delle parole usate dai suoi colleghi poeti a quel tempo nella poesia...
Saba parlando di “trite parole”, intende quelle parole ormai logore, abusate e banali, che non venivano più utilizzate dai poeti, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e tecniche, poeti che Saba non appoggiava. Le rime facili sono proprio quelle rime banalissime, utilizzate in moltissime poesie, dal principio della tradizione letteraria ad ora, e che se si vogliono usare con un significato diverso diventano «difficili». È proprio in questi pochi versi che risiede il manifesto poetico di Saba, lui si ritiene infatti un coraggioso tra i poeti, il suo tentativo è quello di esprimere cose nuove non attraverso mezzi nuovi, ma con tecniche ormai già sentite e già conosciute.
C’è anche un’orgogliosa affermazione di anticonformismo, per il coraggio di aver compiuto una scelta non tentata da altri e per essere riuscito originale nel suo difficile tentativo. La strofa centrale si riferisce ai contenuti essenziali della poesia, alla ricerca di una verità nascosta, che occorre scoprire al di sotto delle apparenze superficiali, con uno sforzo di sincerità e di chiarificazione che comporta spesso dolore e paura.
Il discorso riguarda il cuore ed esprime un impegno soprattutto morale, in quanto il dolore rende amica anche la verità più dura; per Saba non c’é amore senza dolore, tanto che il "doloroso amore" costituisce l’essenza della vita. Ma la vita è anche una fonte insostituibile di gioia e di consolazione, come risulta dai due versi conclusivi, che si riferiscono direttamente al lettore ("Amo te che mi ascolti"), per renderlo partecipe di un’esperienza che resta comunque preziosa.
Il poeta è ferito dalla banalità delle parole usate dai suoi colleghi poeti a quel tempo nella poesia...
Saba parlando di “trite parole”, intende quelle parole ormai logore, abusate e banali, che non venivano più utilizzate dai poeti, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e tecniche, poeti che Saba non appoggiava. Le rime facili sono proprio quelle rime banalissime, utilizzate in moltissime poesie, dal principio della tradizione letteraria ad ora, e che se si vogliono usare con un significato diverso diventano «difficili». È proprio in questi pochi versi che risiede il manifesto poetico di Saba, lui si ritiene infatti un coraggioso tra i poeti, il suo tentativo è quello di esprimere cose nuove non attraverso mezzi nuovi, ma con tecniche ormai già sentite e già conosciute.
La poesia ha anche una funzione indagatrice e quindi curativa, Saba era convinto che in quanto facenti parte di questo mondo, ogni persona od animale, aveva dentro di sé tutte le conoscenze, il problema stava solo nell’estrapolarle da quel luogo chiuso e ovattato nel quale si trovavano, e tradurle in un linguaggio comprensibile a tutti.
Per le sue idee della poesia come cura per l’anima, Saba verrà proposto come alter ego di Freud, le funzioni che quest’ultimo infatti attribuirà qualche anno più tardi alla psicanalisi, Saba le aveva già legate alla poesia, in particolare a quella «onesta», e quindi non alla letteratura disonesta, fra cui primeggiava D’Annunzio.
Una sola annotazione per la comprensione di questa lirica, che di per sé non comporta particolari difficoltà: la "buona / carta" degli ultimi due versi indica la stessa poesia di Saba, caratterizzata da un'assoluta spontaneità ed onestà intellettuale.
domenica 14 febbraio 2016
martedì 26 gennaio 2016
SCHEDA PER L'ANALISI DEL TESTO POETICO
La scheda che trovate in allegato è la stessa che vi è stata consegnata l'anno scorso. Chi ritiene di non possederla più o non l'ha conservata adeguatamente provveda a stamparla e allegarla al quaderno. Servirà per la prossima verifica di letteratura.
https://drive.google.com/file/d/0BynV1P6_jzpdRW9HeHhjbHhrcGM/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/0BynV1P6_jzpdRW9HeHhjbHhrcGM/view?usp=sharing
giovedì 21 gennaio 2016
Metaforicamente...
Ci avete mai pensato?
Chi scrive testi per le canzoni è un vero poeta. I testi
delle canzoni, infatti, sono poesie, la loro base metrica è la partitura
musicale che impone che i versi siano di una certa lunghezza. Inoltre, le
canzoni abbondano di figure retoriche, di tutti i tipi, che sono esattamente
quelle usate dai poeti; in particolare è molto sfruttata la METAFORA.
Ed ecco cosa dovrete fare:
guardate il video ma soprattutto ASCOLTATE la canzone Il gioco dei Negrita. Questo brano è una
serie quasi ininterrotta di metafore. Ognuno
di voi ne scelga una, la trascriva, e ne spieghi il significato. Tutto questo
va inserito in un post e inviato affinché i compagni possano leggere.
Attenzione: i primi che svolgeranno l’attività saranno agevolati perché “chi
tardi arriva male alloggia” ovvero non si può analizzare la stessa metafora se
è già stata individuata e postata da qualcun altro. Ciò vuol dire che i primi a
iniziare probabilmente si accaparreranno le metafore più evidenti, quelle che hanno il
significato più semplice.
Comprese bene le regole? Inoltre: tutti dovranno leggere ciò
che viene postato dai compagni ma non potranno commentare le scelte altrui. Il rischio è che
venga cancellato il proprio intervento e di dover cominciare da capo.
L’insegnante solamente potrà monitorare le vostre scelte e valutare se sono o
meno corrette, dando indicazioni per gli eventuali aggiustamenti.
Buon lavoro e…buon ascolto!
venerdì 8 gennaio 2016
ESERCITAZIONE SUL FUTURISMO-scadenza martedì 12 gennaio
Cari studenti,
oggi era prevista un’esercitazione sul
Futurismo saltata per cause di forza maggiore. Per recuperare il tempo perduto affido
la consegna al Blog per quanti riescono ad accedervi.
A chi, invece, per vari problemi non riesce, darò lunedì in
classe le istruzioni necessarie.
Seguendo le lezioni interattive avete avuto modo verificare
che i Futuristi avevano in mente una vera e propria rivoluzione da portare nel
mondo dell’arte. La parola d’ordine era: “Aboliamo il Passato!”. Si proponevano
di diffondere il loro concetto di modernità e progresso tra il maggior numero
di persone possibili. Per questo, il loro, era un movimento di massa. Per
riuscire nell’ intento usavano ogni mezzo: stampa, pubblicazioni, conferenze e facevano
ampio uso della pubblicità sia positiva che negativa. L’idea era che si parlasse di loro a tutti i costi anche
se ciò significava parlarne in modo dispregiativo. Avevano, ahimé, ben compreso
uno dei trucchi del sistema pubblicitario anche oggi in voga: “Se ne parli male,
purché se ne parli!” Ecco perché i Futuristi erano spesso aggressivi,
provocatori, insolenti e scandalosi. In breve tempo, di loro, parlò tutta
Europa.
Come in tutti i campi artistici, vollero mettere mano anche
al linguaggio, creando qualcosa di assolutamente nuovo. Dal punto di vista
linguistico “La battaglia di Adrianopoli” di Marinetti ne è un chiaro esempio. Per
fortuna queste innovazioni durarono ben poco e non ebbero seguito, ma è
divertente provare ad applicare queste nuove regole, specialmente per voi
studenti che, facendo a pezzi la sintassi, in questo siete “un po’ futuristi”!
Ed ecco la consegna:
-scegliete un argomento tra quelli elencati nella slide 15
del power point sul futurismo (si trova nella seconda lezione sul futurismo):
velocità, macchina, luce, ecc.
-scrivete un testo di almeno 10 righe applicando
rigorosamente le regole sintattiche e grammaticali elencate nella slide 8 del
power point già citato;
-ricordate che anche l’aspetto grafico che darete alla
pagina scritta e al testo ha la sua importanza e dunque…siate creativi (avete
un esempio nella slide 9 e slide 16).
Per chi ama la tecnologia, suggerisco l’uso di un software
gratuito che serve a dare un’impostazione grafica originale ai propri testi: https://tagul.com .
Non è facilissimo da usare ma chi ha
pazienza otterrà risultati interessanti. Io mi sono ispirata al Marinetti e
questo è quanto ho prodotto.
martedì 22 dicembre 2015
FUTURISMO PRIMA LEZIONE
https://drive.google.com/file/d/0BynV1P6_jzpdY204bFF5TV9Ua00/view?usp=sharing
Questa prima lezione serve a dare un'idea generale del movimento. Il link vi condurrà a un video che dovete visionare.
Questa prima lezione serve a dare un'idea generale del movimento. Il link vi condurrà a un video che dovete visionare.
giovedì 26 novembre 2015
giovedì 19 novembre 2015
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